Il segreto della "Nuova Marea" a Porto Ercole

29.07.2026

Intervista al giovane imprenditore Luigi Chiocca

Luigi Chiocca è un giovane ragazzo imprenditore di Porto Ercole, nella splendida cornice dell'Argentario. Ha da poco realizzato il suo sogno creando, con tanti sacrifici e passione, la "Nuova Marea", un servizio locale di escursioni in barca ed esperienze di pesca professionale. Offre gite con attività tipiche della pesca-turismo come bagni al tramonto, aperitivi sul mare e pranzi o cene a base di pesce fresco. È stato per me un onore poterlo intervistare.

1. La pesca-turismo unisce la tradizione del mare a un nuovo modo di fare accoglienza. Cosa la spinge, anche considerando la sua età, a scegliere proprio questa strada e qual è il valore aggiunto che spera di offrire ai suoi ospiti?

Ai miei ospiti vorrei trasmettere la passione autentica per questo bellissimo mestiere. Tutto è iniziato quando avevo sei anni, la prima volta che sono andato in mare con mio padre: da quel momento mi sono subito appassionato a questa vita.

Ricordo ancora la sensazione di meraviglia nel vedere la luna, il cielo scuro e il mare aperto. È stato lì che ho capito che questo lavoro non era solo un mestiere, ma una vera e propria passione. Secondo me, qualunque attività professionale si svolga, il divertimento e la passione sono fondamentali.

Oggi, però, questo mestiere tende a essere sottovalutato. Per questo sono qui, a Porto Ercole: per cercare di far conoscere meglio il mondo della pesca, di farlo apprezzare e di farlo riscoprire, soprattutto dalle nuove generazioni. Spesso, quando si va al ristorante, si pensa semplicemente a mangiare pesce, senza chiedersi da dove provenga, come sia stato pescato o lavorato. Da noi, invece, questo percorso è trasparente: il cliente vede tutto, dal momento della pesca fino al piatto.

Questo significa avere un rapporto diretto con il prodotto, conoscere davvero ciò che si mangia e apprezzarlo di più. Il cliente può anche scegliere il pesce appena pescato, che viene poi sistemato, preparato e cucinato sul momento. È un'esperienza autentica, concreta e diversa da qualunque altra proposta turistica.

La pesca-turismo, però, non è solo una bella esperienza. È anche un modo per far vivere ai clienti la realtà vera del pescatore, fatta di impegno, sacrificio e, a volte, anche di difficoltà. Proprio per questo vogliamo far capire che dietro ogni pescato c'è fatica, dedizione e rispetto per il mare.

Nel nostro caso, cerchiamo di unire l'utile al dilettevole: durante l'uscita c'è la parte pratica, in cui si partecipa alla pesca, ma c'è anche il momento dedicato al piacere della giornata in barca, con il bagno, il sole e un pranzo preparato con il pesce appena preso. È un'esperienza che difficilmente si può trovare altrove, perché la qualità e l'autenticità di ciò che si mangia non sono le stesse di un normale contesto turistico.

Questo è il nostro punto di forza. Molti clienti, alla fine dell'esperienza, ci ringraziano proprio perché hanno potuto vedere tutto il processo: pescare il pesce, pulirlo, cucinarlo e poi gustarlo. E il sapore, quando si mangia qualcosa che si è contribuito a procurare con le proprie mani, è completamente diverso.

A tutto questo si aggiunge la bellezza del nostro promontorio: il paesaggio, il mare cristallino e la possibilità di portare gli ospiti in luoghi davvero suggestivi rendono l'esperienza ancora più speciale. È un modo per far conoscere il territorio, il mare e una tradizione che merita di essere valorizzata.

Volevo aggiungere che questo lavoro sarebbe stato molto più difficile senza l'amore e il sostegno costante della mia famiglia e della mia fidanzata Alessia, che ogni giorno mi accompagna in barca e contribuisce a rendere questa esperienza non solo un lavoro, ma un momento di condivisione, crescita, valore umano e culturale.

2. ⁠Porto Ercole ha una storia marinara fortissima, racchiusa tra i suoi forti e le acque dell'Argentario. Qual è l'angolo di questo mare che ama mostrare ai suoi ospiti per farli innamorare davvero del territorio?

Il nostro territorio, secondo me, è uno dei più belli d'Italia. Lo dico con convinzione: basta uscire dal porto per rendersi conto subito di quanto sia speciale questo posto. Non c'è un luogo solo che possa rappresentare Porto Ercole, perché è l'insieme di tutto ciò che lo circonda a renderlo unico.

Appena si lascia il braccio del porto, infatti, si comincia già a scoprire un paesaggio straordinario. Dopo pochi minuti di navigazione si incontra una piccola isoletta, dove è possibile avvicinarsi, fare il bagno e vivere il mare veramente. Più avanti si arriva alla spiaggia lunga, che per me è uno dei punti più belli dell'Argentario: acqua cristallina, un contesto tranquillo e un ambiente perfetto per chi vuole rilassarsi e godersi la giornata.

Proseguendo ancora per qualche minuto si raggiungono la Grotta Azzurra e Cala dei Santi. La Grotta Azzurra, in particolare, è una cavità scavata nella roccia a picco sul mare, formata naturalmente. Deve il suo nome al colore spettacolare che l'acqua assume quando la luce del sole si riflette sul fondale sabbioso: una sfumatura quasi fluorescente, celeste, che colpisce immediatamente chi la osserva.

Durante le nostre uscite raccontiamo sempre questi luoghi ai clienti. A volte la Grotta Azzurra suscita molta curiosità e, quando il meteo e le condizioni del mare lo consentono, ci avviciniamo il più possibile per farla vedere da vicino.

In realtà, però, non c'è un solo posto in particolare che faccia innamorare di Porto Ercole. È tutto il territorio a lasciare il segno. Ogni tratto di costa, ogni cala e ogni scorcio contribuiscono a dare l'idea di un luogo davvero unico. Ed è proprio questo il bello: più si scopre la nostra costa, più si trovano angoli meravigliosi.

A rendere l'esperienza ancora più ricca c'è anche la storia del paese. Durante il percorso, infatti, è possibile vedere i quattro forti di Porto Ercole: Forte Filippo, Forte Stella, la Rocca e Forte Santa Caterina. Sono un patrimonio importantissimo, costruito dagli spagnoli nel Cinquecento e ancora oggi perfettamente integrato nel paesaggio. Visti dal mare assumono una prospettiva particolare, diversa da quella che si avrebbe da terra, e permettono di leggere il territorio anche dal punto di vista storico e culturale.

Per questo, secondo me, Porto Ercole va raccontato così: non come un singolo punto da visitare, ma come un'esperienza completa, fatta di mare, panorami, storia e tradizione. È proprio questa combinazione a far innamorare davvero chi viene con noi.

3. Un momento chiave della pesca-turismo è sicuramente la convivialità, e quindi il cibo a bordo. Qual è il piatto, della tradizione o rivisitato, a base di pesce appena pescato, con cui ama sorprendere chi sale sulla sua barca?

Il cibo è alla base della convivialità tra i nostri ospiti, perché è ciò che unisce tutti. Una delle cose che piace di più è proprio la possibilità di scegliere il menù insieme a noi, sempre nel rispetto di ciò che il mare ci offre in quel momento. Per questo non possiamo proporre un menù fisso: ogni uscita è diversa e dipende dalla disponibilità del pescato.

Ai clienti piace molto sentirsi coinvolti e vivere da vicino tutto il processo. Noi li mettiamo a loro agio e li accompagniamo in un'esperienza unica, in cui la materia prima viene valorizzata nel miglior modo possibile. Tra i momenti più apprezzati c'è quello in cui si porta a bordo il pescato del giorno, che poi viene preparato e servito direttamente in barca.

Una delle cose che sorprende di più sono le mazzancolle, che capitano ogni tanto nelle reti e che vengono molto apprezzate. Un altro grande classico è il fritto finale, perché, diciamolo, il fritto piace sempre. In particolare, facciamo un'ottima frittura di triglie, che è uno dei pesci su cui si concentra la nostra pesca.

Durante l'uscita, spieghiamo anche che le reti che caliamo sono pensate proprio per pescare pesci di quella taglia, come triglie, fragolini, seppie e, a volte, polpi. Può capitare anche di prendere qualche pesce di dimensioni maggiori, perché la pesca è imprevedibile, ma la nostra esperienza nasce soprattutto dal pescato del giorno, da ciò che il mare decide di regalarci.

Un aspetto importante del nostro lavoro è anche la sostenibilità. Quando prendiamo pesci troppo piccoli, anche se potrebbero essere mangiati, preferiamo ributtarli in mare. È una scelta di rispetto per il mare e per il futuro: lasciare crescere un pesce oggi significa avere la possibilità di ritrovarlo più grande domani. È anche un modo per insegnare ai clienti che la pesca non è solo prendere, ma anche proteggere.

Quello che offriamo non è soltanto un pranzo sul mare, ma un'esperienza completa: il pesce pescato, preparato e mangiato subito, il paesaggio, la musica, la barca e il senso di libertà. In questo senso, la nostra esperienza è davvero un piccolo assaggio di dolce vita italiana.

Ogni uscita è un piccolo viaggio nell'anima del mare, dove tradizione, natura e semplicità si fondono in un'emozione unica.

- La Redazione

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