Viva Cicalone, l’eroe popolare che fa storcere il naso alle sinistre

28.11.2025

John Locke, padre del costituzionalismo liberale e della stipulazione dei cosiddetti diritti naturali, all'interno del Secondo trattato sul governo del 1690, ha descritto lo Stato civile (nella sua idea di stampo monarchico-costituzionale) come un contratto sottoscritto tra società e sovrano, al fine di una convivenza pacifica tra gli uomini.

In particolare, l'autore britannico riteneva essenzialmente tre le prerogative la cui tutela dovesse spettare all'autorità: diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà privata

Tra la schiera dei diritti trasferiti al governo attraverso il patto sociale, figura anche quello di farsi giustizia da sé

"Solitamente nello stato di natura gli uomini vivono in pace tra di loro, però la guerra è un pericolo che incombe perché ciascuno di noi può richiedere l'aiuto di chi ritiene la propria causa giusta e imporre all'altro il rispetto delle regole. Ciò naturalmente può cadere nella violenza, questo perché anche l'altro può farsi sostenere da amici, parenti, e da chi ritiene la propria causa come giusta. Questo può causare un conflitto e quindi uno stato di guerra" (John Locke, Secondo Trattato sul governo). 

Col proposito di evitare questa degenerazione, la visione lockiana prevede quindi che i cittadini scelgano di loro volontà di cedere questo diritto ad un'autorità superiore ed imparziale, col compito di quest'ultima di proteggere chi rispetta e convive pacificamente col resto della società, ma soprattutto di punire chi preferisce rompere il patto, ed infrangere le rispettive regole, per il proprio interesse personale.

John Locke è considerato il pioniere del liberalismo moderno, un visionario dei suoi tempi. L' evoluzione storica delle entità statali si è fondata sui principi da lui formulati.

Il problema, tuttavia, sorge quando suddette entità non si rivelino capaci di mantenere le clausole del contratto.

Tuffandoci nell'attualità, più nello specifico nella cronaca nostrana, è prassi per chi vive nelle grandi città imbattersi in individui che arbitrariamente scelgono di non aderire al contratto sociale. Tali figure, però, non danno seguito a questa decisione estraniandosi dal collettivo. Per intenderci, se una persona scegliesse di non contribuire in alcun modo allo sviluppo della società, ma al contempo decidesse di vivere sperduta nel bosco (per rimanere ancorati ai temi contemporanei), procurandosi in solitaria lo stretto necessario per vivere, senza recare disturbo alcuno, nessun organo dovrebbe mai cercare di imporre un cambiamento, forzandola a immergersi nella società civile.

La falla invece si manifesta quando gli individui preferiscono rimanere all'interno del contesto sociale, senza rendersi partecipi di quest'ultimo, ma al contrario operando in maniera nociva nei confronti degli altri. Seguendo Locke, tale comportamento violerebbe il contratto sociale, e quindi sarebbe compito dello Stato intervenire e far si che ciò non accada.

La realtà di tutti i giorni ci mostra però come, per motivi di varia ragione, i corpi di sicurezza e giudiziari non dispongano dei mezzi per poter ottemperare alle prerogative che definiscono la stessa esistenza di questi organi.

Il risultato finale, quindi, è che chi sceglie di violare lo stato civile gode dell'impunità, mentre gli unici a fare le spese di questo comportamento sono i cittadini onesti. Quest'ultimi, con cadenza giornaliera, vengono violati nei propri diritti naturali (seguendo Locke): in primis quello di proprietà, i furti sono all'ordine del giorno. Il diritto di libertà è strettamente correlato a questo fenomeno, perché non poter usufruire serenamente, ad esempio, dei mezzi pubblici è una privazione della libertà individuale. Inoltre, il caso di Simone Ruzzi, in arte Cicalone, mostra come neanche il diritto alla vita, il più importante, sia garantito. Lo youtuber romano ha ricevuto una prognosi di 40 giorni per lesioni gravi, svolgendo quello che a tutti gli effetti è il suo lavoro, in un luogo pubblico, al centro di Roma, la capitale d'Italia

Tuttavia, quando le istituzioni si dimostrano incapaci di agire, ogni tanto può succedere che i cittadini reagiscano al mancato rispetto del contratto, riappropriandosi di alcuni dei diritti che originariamente erano stati ceduti all'autorità statale. Tra questi, vista la criticità della sicurezza nelle nostre città, spicca proprio quello di farsi giustizia da sé.

I reportage che Cicalone realizza nelle zone più complicate della città non solo evidenziano la mancanza di controllo, ma sono anche di aiuto reale per chi, tutti i giorni, in quelle strade, in quelle stazioni, è costretto a passarci.

A seguito del picco che la vicenda ha raggiunto, con la rissa alla fermata di Ottaviano in sei contro uno, è tempo di porci delle domande, ma soprattutto di trarre delle conclusioni.

È giusto che questo avvenga? No. Dovrebbe Cicalone, idealmente, andare in giro spingendo e urlando contro quei parassiti della società? No, lo dovrebbe fare lo Stato. Fa del bene, a conti fatti, al resto della cittadinanza? Sì.

Se Simone Ruzzi è l'unico che nel quotidiano rende la vita più difficile a chi delinque, proteggendosi da possibili ripercussioni facendosi ingravidare continuamente, per sviare un sistema che non funziona, il problema non è Simone Ruzzi. Piuttosto, è il sistema che non funziona, e che dovrebbe essere riformato per garantire che, chi sbaglia, paghi.

Tuttavia, la cultura woke odierna ci ha imposto la protezione a spada tratta delle minoranze, di qualsiasi genere e a qualsiasi costo, a discapito di chi la società la rispetta. La buona notizia, però, è che ogni tanto il Paese reale è in grado di reagire, mandando segnali di dissenso, che poi grazie alla diffusione dei media rendono il problema argomento di dibattito pubblico. Solo a quel punto le istituzioni, solitamente, decidono di prendere delle contromisure, più o meno valide.

È paradossale che al netto di queste criticità, parte della politica si schieri indirettamente in difesa di chi calpesta le regole, pur di allinearsi con la propria ideologia, che vede in Cicalone e nei suoi (opinabili) scagnozzi la manifestazione contemporanea del fascismo.

Il motivo per cui le destre avanzano e le sinistre arrancano è tutto qui: l'opposizione ha perso il contatto con la realtà, e la cosa preoccupante è che, nonostante le continue delusioni, non sembrano cambiare rotta.

- Matteo Fanelli


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