Bologna, la marcia silenziosa. Napoli, la dialettica che stufa
Lo spettacolo più vivo arriva da Bologna. La squadra di Italiano continua a viaggiare sottotraccia, ma da otto giornate non perde e al Dall'Ara, a parte l'inutile ultima giornata dello scorso anno contro il Genoa, resiste da dicembre. Anche senza Skorupski, costretto a schierare il diciassettenne Pessina, e con Castro a riposo, il Bologna continua a essere la società più coerente d'Italia: organizzata, coraggiosa, fedele al proprio metodo.
Dallinga e Lucumì firmano il 2-0 sul Napoli, ma il risultato è più ampio di quanto dica il punteggio: il Bologna gioca meglio, è più squadra.
E il Napoli? Conte parla da uomo solo.
«Mi dispiace dover tirare fuori scheletri del passato», dice, «ma non vedo più la voglia di combattere tutti insieme». Un monito che sa di dimissioni, ovviamente scenografiche perché Conte non si dimetterà mai, il discorso è chiaro: il Napoli non è più la squadra compatta dello scorso anno, ma un insieme di individui che remano senza direzione.
Conte non si fida dei nuovi, ma neppure più dei "vecchi". E quando un allenatore dice «non riesco a entrare nella testa dei calciatori», sono parole che sanno di rassegnazione. E allora, in questa pausa nazionali, sarà interessante vedere ed ascoltare l'altra testa a capo di questo Napoli, Aurelio De Laurentiis.