Triplo 1-0 e gerarchie immutate: adesso l’Inter può piazzare l’allungo

20.01.2026

La 21ª giornata di Serie A fotografa un campionato apparentemente immobile in vetta, ma in realtà attraversato da correnti sottili e potenzialmente decisive. Triplo 1-0 per Inter, Milan e Napoli, distanze invariate — nerazzurri a +3 sui rossoneri e +6 sugli azzurri — ma sensazioni profondamente diverse. È una giornata che non sposta la classifica, ma rischia di spostare il destino delle prossime giornate di campionato.

Inter, martello e incudine: il minimo indispensabile che vale oro

L'Inter continua a correre, anche quando non può volare. A Udine arriva il secondo 1-0 consecutivo, figlio di una gestione matura, quasi cinica, da squadra che ha imparato a convivere con il calendario e con la fatica del calcio ogni tre giorni. Per mezz'ora è dominio puro: ritmo, aggressione, qualità. Lautaro Martínez colpisce ancora — undicesimo gol stagionale — confermandosi devastante quando il livello di intensità difensiva avversaria si abbassa anche solo di mezzo metro.

Accanto a lui, il nuovo che avanza: Pio Esposito. Gol pesantissimo contro il Lecce, influenza totale anche a Udine, dove propizia l'azione del vantaggio e gioca meglio del suo capitano, salvo poi essere sacrificato da Chivu sull'altare del risultatismo. Scelte da "corto muso", chiamatele come volete, ma efficaci. Nel finale l'Inter si sporca le mani, abbassa il baricentro, infila quattro centrali per respingere la rozza contraerea di Runjaic e porta a casa tre punti senza mai davvero rischiare.

Resta qualche difetto strutturale — l'assenza di veri mediani di contenimento, la fascia destra — ma il calendario ora sorride. Pisa e Cremonese attendono i nerazzurri, mentre Milan e Napoli affrontano trasferte e incroci ben più impegnativi. Se l'Inter farà semplicemente il suo dovere, come ha fatto fin qui, il concetto di "fuga scudetto" smetterà di essere una suggestione.

Milan, fatica strutturale ma sempre in corsa: Fullkrug simbolo di una squadra che non muore mai

Il Milan risponde con lo stesso punteggio, ma con una narrazione opposta. Contro il Lecce è l'ennesima partita in salita, l'ennesimo primo tempo senza tiri nello specchio, l'ennesima mezz'ora contemplativa. Eppure, i numeri raccontano una squadra che ha imparato a vincere anche così: quindici punti in più rispetto all'anno scorso, venti risultati utili consecutivi, sei gol dalla panchina — record del campionato — e una specializzazione feroce nell'ultimo quarto d'ora.

Il volto di questo Milan è oggi Niklas Fullkrug. Da super-sub a uomo decisivo, da corpo estraneo a riferimento emotivo. Il gol nasce finalmente da ciò che era mancato finora: un cross dal fondo, quello splendido di Saelemaekers, e una risposta immediata. Il dato più importante non è tecnico, è caratteriale: Fullkrug arrivava acciaccato, con un'infrazione al dito del piede, ma, come al Sinigaglia, si è fatto trovare pronto per battagliare.

Napoli, vittoria stanca e corpo logoro: Conte tra campo e infermeria

Anche il Napoli vince 1-0, ma è un successo che sa di sopravvivenza. Decide Lobotka, al primo gol dal lontano Ferragosto 2022, ma la prestazione racconta di una squadra lunga, distratta, svuotata mentalmente e fisicamente. Le defezioni si moltiplicano: Rrahmani e Politano alzano bandiera bianca, David Neres torna ai box, mentre i tre grandi assenti — De Bruyne, Anguissa e Lukaku — restano un rebus medico prima ancora che tattico.

Conte prova a schermirsi, spostando il tema sul terreno dei medici e delle tempistiche incerte, ma il dato è chiaro: questo Napoli arriva agli snodi cruciali della stagione con le pile scariche. E tra Juventus, Fiorentina e Champions, il rischio di pagare il conto è concreto.

Juventus, possesso sterile e vuoto di leadership: il problema non è la sfortuna

Il passo falso della Juventus contro il Cagliari non è un incidente, è una diagnosi. Secondo stop in quattro partite di un calendario teoricamente morbido, cinque punti persi contro Lecce e Cagliari. Il dato del 78% di possesso palla fa storia come la percentuale più alta poi seguita da una sconfitta dal 2004. Lo 0.15 di expected goals certifica un primo tempo dominato nel gioco, ma poverissimo nelle occasioni.

Il problema è noto: negli ultimi 30 metri la Juventus non ha qualità né leadership. Yildiz è un talento purissimo, ma troppo solo. Miretti e McKennie sono stati rivalutati, ed è giusto, ma non possono essere i terminali decisivi di una squadra che ambisce a competere. Manca il peso specifico delle stelle, mentre abbondano le mezze figure, spesso ben pagate. Emblematica la parabola di Conceição, da insostituibile a panchinato per anarchia di gioco e le tante scelte sbagliate.

Roma, Malen accende l'Olimpico e ridisegna la corsa Champions

Chi invece sorride è la Roma. Donyell Malen impiega tre minuti per presentarsi: un gol annullato, uno buono, entrambi su invito di un Dybala finalmente ringalluzzito, che ritrova anche la via della rete. Gasperini può fregarsi le mani, mentre il giovanissimo Robinio Vaz comincia a mettere i primi minuti in campo. I giallorossi salgono a +3 sulla Juventus e si preparano a un weekend che può riscrivere la classifica.

Incroci decisivi e un'occasione enorme

Juventus-Napoli e Roma-Milan metteranno di fronte, tutte insieme, le squadre dal secondo al quinto posto. L'Inter, intanto, riceve il Pisa. Se i nerazzurri faranno il loro, l'allungo potrebbe essere pesantissimo. La classifica oggi non si muove, ma il campionato sì. Spesso, è proprio nelle giornate apparentemente innocue che si decide una stagione.


- Nicolò Mencarini


La 21ª giornata di Serie A fotografa un campionato apparentemente immobile in vetta, ma in realtà attraversato da correnti sottili e potenzialmente decisive. Triplo 1-0 per Inter, Milan e Napoli, distanze invariate — nerazzurri a +3 sui rossoneri e +6 sugli azzurri — ma sensazioni profondamente diverse. È una giornata che non sposta la classifica,...

Credo che nemmeno a voi piaccia leggere sempre le stesse cose, quindi non tornerò su un argomento arcinoto: l'inadeguatezza dell'arbitro Fabbri. Eppure, è impossibile non partire da Atalanta-Roma, una partita che resterà negli archivi non per il calcio espresso ma per un campionario arbitrale che ha sfiorato il surreale. Il gol decisivo di Scalvini...

Nella 17ª giornata di Serie A, c'è stato chi ha vinto confermandosi, chi ha vinto ritrovandosi e chi, invece, ha perso molto più di tre punti. Tra segnali pesanti in testa, conferme che iniziano a fare rumore e sentenze che sembrano già scritte, la classifica comincia a raccontare storie più chiare. E forse più definitive.