Roma-Juventus, spettacolo e nervi scoperti
La domenica sera si chiude con uno spettacolare 3-3 tra Roma
e Juventus, partita ricca di impulsi, come una slot machine pronta a esplodere.
Nella prima mezz'ora le squadre si affrontano senza troppi calcoli, forzando
giocate complicate e sbagliando molto, ma con la sensazione che basti una
scintilla per incendiare tutto.
La Juve spreca due situazioni invitanti in campo aperto; la
Roma risponde con un Malen felino e un Niccolò Pisilli che si candida a grande
novità del calcio italiano 2026. È lui a sfiorare il gol in avvio ed è ancora
lui a recuperare il pallone che porta al vantaggio firmato Wesley. Dopo
l'intervallo, la Juventus replica con un capolavoro di Conceição, sinistro di
controbalzo da antologia.
Poi però arrivano le amnesie difensive bianconere: due gol
evitabili, uno su piazzato con N'Dicka e uno in verticale con Kone che manda
Malen in isolamento contro Kelly. L'olandese sembra veramente Ronaldo il
fenomeno per facilità e ferocia. Venti gol subiti in sette partite basterebbero
ad abbattere chiunque, specie senza Locatelli.
Qui entra in scena Spalletti, che cambia tutto: inserisce
Boga, Zhegrova, Miretti. Boga accorcia approfittando di un'incomprensione tra
Celik e Mancini, segnale del solito nervosismo romanista nelle grandi notti. La
Roma, con la miglior difesa del campionato, dovrebbe gestire. Non lo fa.
All'88' il cambio quasi mistico: fuori Bremer, dentro Gatti.
Pochi minuti dopo una punizione ingenua concessa da El-Aynaoui. Mischia,
rimpalli, e proprio Gatti trova il pareggio. Per i romanisti più esperti, "era
già tutto previsto". Una giornata che poteva lanciare la Roma al terzo posto si
trasforma in occasione persa.
Su Gasperini si può dire tutto: preparazione eccellente,
assenze pesanti, soluzioni trovate. Ma sul 3-1 a dieci minuti dalla fine, con
la miglior difesa del torneo, non puoi subire due gol. Punto. Forse quella
tendenza al tilt improvviso è il rovescio della medaglia di un allenatore
diventato grande forzando sempre il controllo.