Sanremo, serata cover: le nostre pagelle

28.02.2026

Probabilmente la serata più intrigante e fresca della settimana: forse perché in grado di spezzare il ritmo serrato del Festival o per via della stimolante presenza di nuovi ospiti, l'appuntamento con le cover non può essere mancato. Dunque, eccoci qui, irrimediabilmente qui, con marcate occhiaie sanremesi e voglia di dormire, solo per regalarvi le nostre irrinunciabili pagelle.

Elettra Lamborghini con Las Ketchup - Aserejé

Non mi aspettavo nulla di diverso. A dire la verità, non mi aspettavo nulla. Esibizione a metà tra il simpatico e il grottesco. E, lasciatemelo dire, nonostante l'allegria che mi ha trasmesso, non è parso un tentativo di innalzare artisticamente il livello rispetto a quanto sentito sinora.

La canzone, un tormentone senza tempo, è tutto sommato adeguata al personaggio.

Divertente, senza alcun dubbio. Però, Elettra, a cantare non ci hai neanche provato. Forse è andata meglio così.

Voto: 5

Eddie Brock con Fabrizio Moro - Portami via

Interpretazione austera, sentita, studiata. L'accoppiata funziona: Fabrizio Moro è un veterano del Festival e lo dimostra. Eddie, dal canto proprio, non riesce proprio a comprendere che le note alte dovrebbe evitarle come si evita lo zio ubriaco al cenone di Natale.

Tanto cuore e tanta grinta, poca accortezza.

Il duetto non è stato infelice, ma con uno come Moro è difficile uscirne male.

Voto: 6

Mara Sattei con Mecna - L'ultimo bacio

Il brano è intenso, passionale. Sentimento che Mara Sattei ha saputo restituire con profitto. Non riesco a dire lo stesso di Mecna. La prima strofa rappata mi è parsa fuori luogo, mentre il secondo parlato era decisamente più convincente.

E se al peggio non c'è mai fine, con loro non si può essere troppo cattivi.

Voto: 6

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko - Ti lascio una canzone

Mi aspettavo una cover in grado di ultra-compensare un brano in gara abbastanza deludente. Non sono rimasto insoddisfatto.

L'interpretazione è delicata, elegante, composta. La scelta del pezzo è coraggiosa, ma il rendimento non lascia margine al rimorso.

Esibizione di gran classe.

Voto: 7,5

Levante con Gaia - I maschi

Senza troppi giri di parole: brave. Mi sono sentito quasi minacciato dall'energia comunicativa di entrambe.

Loro ci credevano, ed erano credibili. Levante si conferma in ottimo smalto, e l'intesa con Gaia è vincente.

Voto: 7

Malika Ayane con Claudio Santamaria - Mi sei scoppiato dentro il cuore

Brano con cui è difficilissimo non sfiguare. Da apprezzare il coraggio nella scelta del pezzo e del partner: Santamaria non è un cantante, non è un tecnico. Eppure, la sensazione è che si sia comportato bene.

Prestazione a diesel: inizio leggermente opaco, conclusione di grandissimo impatto.

Voto: 6.5

Bambole di Pezza con Cristina D'Avena - Occhi di gatto

Che dire… non appartengo alla generazione che per ragioni anagrafiche è rimasta legata alla sigla e al cartone. L'arrangiamento un po' hardcore un po' family friendly mi ha totalmente spiazzato.

E riguardo al finale, con Whole Lotta Love dei Led Zeppelin messa lì, tra un Occhi di gatto e l'altro, evito di esprimermi, per non scadere nella volgarità.

Anche se, a giudicare dalla reazione del pubblico, basta indossare abiti di dubbio giusto, fare un gran baccano e spacciarlo per "rock" per racimolare due applausi.

«Ah 'nnamo bbene, proprio bbene»

Voto: 4

Dargen D'Amico con Pupo e Fabrizio Bosso - Su di noi

L'incipit di Dargen è di grande incisività, se non fosse per un Pupo con gli occhiali alla Men in Black che ho faticato a inquadrare nel contesto. Così come pure fatico a capire il nesso tra Gam Gam, canto ebraico della tradizione Yiddish, il testo contro la guerra, il voice over di Papa Francesco e la passerella dell'idolo del Cremlino.

Sono confuso. Confusione provocata da un mio limite cognitivo, nulla di più.

Voto: 5

Tommaso Paradiso con gli Stadio - L'ultima luna

Il cantautore romano ci fa dono di un duetto col "nuovo che avanza". Scherzi a parte, l'esibizione è stata coinvolgente e ricca di brio. Gaetano Curreri ancora «je dà addosso», e Tommaso Paradiso mi è parso sguazzare con grande serenità nel brodo, carico di voglia e convinzione.

Duetto di buon livello.

Voto: 6.5

Michele Bravi con Fiorella Mannoia - Domani è un altro giorno

Della serie "che piaccia alle nonne ma non ai nipoti", Michele Bravi non esce dalla

comfort zone e mette a terra un'ottima performance con un'artista, la Mannoia, adoratissima dalla stampa e dal pubblico dell'Ariston.

L'arrangiamento è delicato, la resa è gradevole.

Scelte molto furba, ma è parte del gioco.

Fiorella, sei forte.

Voto: 7-

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band - Vita

Il figlio che interpreta la canzone del padre. Qualcuno potrebbe pensare a un gesto autolesionista, se non fosse ormai pratica abbastanza sdoganata.

Certo, l'improvvisata di Gianni, questa si, potrebbe essere un autogol. Un Festival a elogiarlo per la sua emancipazione, per aver fatto la gavetta, per non essere il classico "figlio di", e poi? Rischiare di giocarsi tutto con un azzardo comunicativo e mediatico del genere, forse non è stato avveduto.

L'arrangiamento è bello, l'interpretazione anche.

La scelta non mi convince.

Voto: 5.5

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas - Il mondo

Raffinati, sobri, composti. I tre artisti sul palco hanno saputo rispolverare un grande classico, restaurandolo con cura. Certo, il parlato di Maria Antonietta può piacere o meno (a me non ha entusiasmato), ma tutto sommato è una cover azzeccata.

Voto: 6+

Fulminacci con Francesca Fagnani - Parole parole

Ancora una volta, Fulminacci si dimostra grande amante dell'ambientazione primorepubblicana. Per carità, non c'è niente di male. In me trova sicuramente una sponda amica.

Entrambi molto adatti al brano, hanno saputo fornire un'esibizione coerente e simpatica.

Outfit dal tono vintge, diretta TV in bianco e nero e pezzo cult che ci riporta indietro agli anni del compromesso storico.

Tutto giusto.

Voto: 7-

LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo - Andamento lento

Occhio, che questi ragazzi non sono da sottovalutare. Il brano, già una hit di per sé, si adatta perfettamente alla loro effervescenza. Sempre un piacere rivedere Tullio De Piscopo, specialmente se così pimpante.

L'arrangiamento mi piace, e in più, cosa da non sottovalutare, loro mi stanno simpatici.

Anche se sto mettendo voti troppo alti.

Voto: 7

Raf con The Kolors - The riddle

Tutto molto tambureggiante. Coreografia e sound un po' alla Barry Lyndon, ma in fondo piacevole. Certo, ci si aspettava qualcosa in più, ma comunque una performance difficile da giudicare insufficientemente.

Nulla di entusiasmante, ma come già accennato, l'importante è non fare troppi danni.

Voto: 6

J-Ax con Ligera County Fam. - E la vita, la vita

Questi nuovi panni calzano abbastanza bene al fu rapper dissacrante e ribelle. Sembra averci preso gusto con questa roba del country. Anche se, bisogna dirlo, forse la cosa sta sfuggendo di mano. Insomma, capisco che sia troppo anziano per sputare rime sul palco di un centro sociale, ma già sondare il terreno per il prepensionamento mi sembra un filo eccessivo.

Coraggioso, senza dubbio, ma sound da sagra di paese.

Voto: 5.5

Ditonellapiaga con TonyPitony - The lady is a tramp

Eccoci qua, al momento che tutti aspettavamo. Tutti tranne me, ovviamente. Io avrei preferito andare a dormire, uscire con gli amici o sbattere il mignolo del piede allo spigolo del comodino.

Per carità, il cantato non è neanche pessimo, ma l'esigenza di dover necessariamente rendere tutto così parodico, assurdo, tragicomico, mi sembra una forzatura.

Per alcuni sarà una performance geniale, per me è semplicemente raggelante.

Voto: 5

Enrico Nigiotti con Alfa - En e Xanax

Il duo funziona in modo ineccepibile. E ancora, l'interpretazione di Nigiotti, in termini individuali, è stata di indiscusso livello. Alfa non delude, anzi, è un valore aggiunto.

La canzone andava presa sul serio, e loro lo hanno fatto con grande efficacia.

Voto: 6.5

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia - Besame mucho

Unica nota negativa in un'interpretazione sublime è l'accompagnamento a tratti un po' invasivo e insistente. Avrei preferito una strumentale meno rotonda e più minimal.

In ogni caso, la resa è invidiabile.

Una delle mie cover preferite della serata: sensuale, ardente, ricercata.

Mai avuto così pochi dubbi.

Voto: 8

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi - Hit the road Jack!

Ero curiosissimo di sentirla. E anche qui, le mie (altissime) aspettative non sono rimaste deluse.

Il pezzo di per sé è già abbastanza ammiccante da stimolare involontari spasmi articolari, e l'interpretazione ha saputo rendere il tutto terribilmente apprezzabile.

Sayf è nel suo habitat naturale, con lo speaking sul jazz e l'assolo di tromba, ormai veri e propri marchi di fabbrica.

Ti ringrazio dal profondo del cuore.

Voto: 8.5

Francesco Renga con Giusy Ferreri - Ragazzo solo, ragazza sola

Sebbene non sia fan di nessuno dei due artisti coinvolti nel duetto, devo ammettere che la performance non può che dirsi riuscita.

Del resto, due voci così caratterizzanti e potenti, su un pezzo del genere, non potevano sfigurare.

Delicati al momento giusto, ma con la dovuta dose di asprezza.

Voto: 6

Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma - Quello che le donne non dicono

Attesissima, elegantissima, favoritissima.

Nel caso non si fosse già abbondantemente inteso, Arisa ci ha tenuto a ribadire il fatto che è, senza margini di discussione, l'artista da battere.

Il brano è di una difficoltà impressionante, ma al tempo stesso è il migliore banco di prova per chi, come lei, ci tiene a mettere in luce le proprie indiscusse qualità tecniche.

Il risultato è una prestazione ottima, senza sbavature né ripensamenti.

La standing ovation parla da sé

Voto: 8.5

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci - Baila morena

A prescindere da come andrà questo Sanremo, Samurai Jay può "accontentarsi" di essere entrato nelle grazie di Belén. Successo, questo, idoneo a provocare sentimenti di invidia nel cuore di buona parte della popolazione maschile di questo paese.

Al netto di ciò (e del solito imprevisto tecnico) la cover è piaciona, ruffiana.

Anche se, in tutta onestà, il cantato della soubrette argentina ha lasciato parecchio a desiderare.

Una gran caciara, ma divertente.


Voto: 6-

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo - Cinque giorni

Apprezzatissimo dal pubblico, non è stato, questo il miglior Sal Da Vinci del 2026. La canzone è di grande impatto emotivo e la performance rimane comunque di livello. Si fa piacere, senza dubbio, ma da uno con il suo status e il suo credito ci si aspetta sempre di restare a bocca aperta.

Voce magnetica, rimane tra i favoriti.

Voto: 7-

Fedez & Masini con Stjepan Hauser - Meravigliosa creatura

Onestamente la reputo veramente un'interpretazione di valore. Fedez si conferma un'ottima penna: quando fa ciò che sa fare meglio non può che andare come deve. Masini non si fa parlare dietro; potrà pure risultare stancante, ma quel suo timbro affilato mi colpisce sempre.

«Bella 'a boiserie, bello bello tutto»

Tranne il vestito.

Voto: 7.5

Ermal Meta con Dardust - Golden hour

Il brano si sposa bene con il retroterra dell'artista e l'accompagnamento di Dardust ridimensiona l'intrusività dell'orchestra.

La cover è ben fatta, suona bene e arriva alla grande. Interpretazione a mio parere un po' osé, ma senza sbavature.

Voto: 7.5

Nayt con Joan Thiele - La canzone dell'amore perduto


Interpretare De André senza rimanere ustionati è una missione piuttosto difficile. Nayt può farlo, ha la sensibilità per sconfinare in un simile campo minato, ma ho avuto la sensazione che, restando in un perimetro più vicino al suo ordinario campo d'azione avrebbe rischiato meno e reso meglio.

Non è stonato, ma nel confronto con Joan Thiele non è riuscito a dominare la scena, ammesso che ciò fosse nelle sue intenzioni.

Apprezzo il coraggio.

Voto: 6.5


Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà

Purtroppo, e dirlo mi pesa, per il bene del suo genere, Luchè dovrebbe astenersi dal rappare in onda sulla Rai: non che lo faccia male, anzi. Lui è un pilastro hip hop in Italia, con un'ottima facilità di scrittura, ma non è riuscito a rendersi edibile e leggero. È stato troppo, e il troppo, specialmente a Sanremo, non piace.

Buona prova di Grignani.

Voto: 5.5

Chiello con Saverio Cigarini - Mi sono innamorato di te

Il tentativo è da apprezzare.

Le capacità vocali, tuttavia, sono quel che sono. Imprecisioni in alcuni tratti e poca brillantezza non consentono alla prestazione di raggiungere la sufficienza.

Voto: 5.5

Leo Gassmann con Aiello - Era già tutto previsto

La sensibilità c'è, così come la capacità interpretativa. Il duetto ha funzionato, anche dal punto di vista scenico.  L'interazione sul palco fa guadagnare punti. L'accorata enfasi di entrambi da segnalare in positivo.

Voto: 6+  

-Francesco De Paolis


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Non è stata, complessivamente, una prima serata entusiasmante. Si preannuncia un Festival con buona probabilità non paragonabile ad altre precedenti edizioni. Eppure, tra ottime sorprese e performance sottotono, si è comunque riusciti ad avere del buon intrattenimento.