Probabilmente
la serata più intrigante e fresca della settimana: forse perché in grado di
spezzare il ritmo serrato del Festival o per via della stimolante presenza di nuovi
ospiti, l'appuntamento con le cover non può essere mancato. Dunque, eccoci qui,
irrimediabilmente qui, con marcate occhiaie sanremesi e voglia di dormire, solo
per regalarvi le nostre irrinunciabili pagelle.
Elettra
Lamborghini con Las Ketchup - Aserejé
Non mi
aspettavo nulla di diverso. A dire la verità, non mi aspettavo nulla.
Esibizione a metà tra il simpatico e il grottesco. E, lasciatemelo dire, nonostante
l'allegria che mi ha trasmesso, non è parso un tentativo di innalzare
artisticamente il livello rispetto a quanto sentito sinora.
La
canzone, un tormentone senza tempo, è tutto sommato adeguata al personaggio.
Divertente,
senza alcun dubbio. Però, Elettra, a cantare non ci hai neanche provato. Forse
è andata meglio così.
Voto:
5
Eddie
Brock con Fabrizio Moro - Portami via
Interpretazione
austera, sentita, studiata. L'accoppiata funziona: Fabrizio Moro è un veterano
del Festival e lo dimostra. Eddie, dal canto proprio, non riesce proprio a comprendere
che le note alte dovrebbe evitarle come si evita lo zio ubriaco al cenone di
Natale.
Tanto cuore
e tanta grinta, poca accortezza.
Il duetto
non è stato infelice, ma con uno come Moro è difficile uscirne male.
Voto:
6
Mara
Sattei con Mecna - L'ultimo bacio
Il
brano è intenso, passionale. Sentimento che Mara Sattei ha saputo restituire
con profitto. Non
riesco a dire lo stesso di Mecna. La prima strofa rappata mi è parsa fuori
luogo, mentre il secondo parlato era decisamente più convincente.
E se al
peggio non c'è mai fine, con loro non si può essere troppo cattivi.
Voto:
6
Patty
Pravo con Timofej Andrijashenko - Ti lascio una canzone
Mi
aspettavo una cover in grado di ultra-compensare un brano in gara abbastanza
deludente. Non sono rimasto insoddisfatto.
L'interpretazione
è delicata, elegante, composta.
La scelta del pezzo è coraggiosa, ma il rendimento non lascia margine al
rimorso.
Esibizione
di gran classe.
Voto:
7,5
Levante
con Gaia - I maschi
Senza
troppi giri di parole: brave. Mi sono sentito quasi minacciato dall'energia
comunicativa di entrambe.
Loro ci
credevano, ed erano credibili.
Levante si conferma in ottimo smalto, e l'intesa con Gaia è vincente.
Voto:
7
Malika
Ayane con Claudio Santamaria - Mi sei scoppiato dentro il cuore
Brano con
cui è difficilissimo non sfiguare. Da apprezzare il coraggio nella scelta del
pezzo e del partner: Santamaria non è un cantante, non è un tecnico.
Eppure, la sensazione è che si sia comportato bene.
Prestazione
a diesel: inizio leggermente opaco, conclusione di grandissimo impatto.
Voto:
6.5
Bambole
di Pezza con Cristina D'Avena - Occhi di gatto
Che dire…
non appartengo alla generazione che per ragioni anagrafiche è rimasta legata alla
sigla e al cartone. L'arrangiamento un po' hardcore un po' family friendly mi ha
totalmente spiazzato.
E riguardo
al finale, con Whole Lotta Love dei Led Zeppelin messa lì, tra un Occhi
di gatto e l'altro, evito di esprimermi, per non scadere nella volgarità.
Anche se,
a giudicare dalla reazione del pubblico, basta indossare abiti di dubbio giusto,
fare un gran baccano e spacciarlo per "rock" per racimolare due applausi.
«Ah 'nnamo
bbene, proprio bbene»
Voto:
4
Dargen
D'Amico con Pupo e Fabrizio Bosso - Su di noi
L'incipit
di Dargen è di grande incisività, se non fosse per un Pupo con gli occhiali
alla Men in Black che ho faticato a inquadrare nel contesto. Così come pure
fatico a capire il nesso tra Gam Gam, canto ebraico della
tradizione Yiddish, il testo contro la guerra, il voice over di Papa Francesco
e la passerella dell'idolo del Cremlino.
Sono confuso. Confusione provocata da un mio limite
cognitivo, nulla di più.
Voto:
5
Tommaso
Paradiso con gli Stadio - L'ultima luna
Il
cantautore romano ci fa dono di un duetto col "nuovo che avanza". Scherzi a parte,
l'esibizione è stata coinvolgente e ricca di brio. Gaetano Curreri ancora
«je dà addosso», e Tommaso Paradiso mi è parso sguazzare con grande
serenità nel brodo, carico di voglia e convinzione.
Duetto di buon
livello.
Voto:
6.5
Michele
Bravi con Fiorella Mannoia - Domani è un altro giorno
Della
serie "che piaccia alle nonne ma non ai nipoti", Michele Bravi non esce dalla
comfort
zone e mette a terra un'ottima performance con un'artista, la Mannoia,
adoratissima dalla stampa e dal pubblico dell'Ariston.
L'arrangiamento
è delicato, la resa è gradevole.
Scelte
molto furba, ma è parte del gioco.
Fiorella,
sei forte.
Voto:
7-
Tredici
Pietro con Galeffi, Fudasca & Band - Vita
Il figlio
che interpreta la canzone del padre. Qualcuno potrebbe pensare a un gesto autolesionista,
se non fosse ormai pratica abbastanza sdoganata.
Certo,
l'improvvisata di Gianni, questa si, potrebbe essere un autogol. Un Festival a elogiarlo per la
sua emancipazione, per aver fatto la gavetta, per non essere il classico "figlio
di", e poi? Rischiare di giocarsi tutto con un azzardo comunicativo e mediatico
del genere, forse non è stato avveduto.
L'arrangiamento
è bello, l'interpretazione anche.
La scelta
non mi convince.
Voto:
5.5
Maria
Antonietta & Colombre con Brunori Sas - Il mondo
Raffinati,
sobri, composti. I tre artisti sul palco hanno saputo rispolverare un grande
classico, restaurandolo con cura. Certo, il parlato di Maria Antonietta può
piacere o meno (a me non ha entusiasmato), ma tutto sommato è una cover
azzeccata.
Voto:
6+
Fulminacci
con Francesca Fagnani - Parole parole
Ancora una
volta, Fulminacci si dimostra grande amante dell'ambientazione
primorepubblicana. Per carità, non c'è niente di male. In me trova sicuramente
una sponda amica.
Entrambi
molto adatti al brano, hanno saputo fornire un'esibizione coerente e simpatica.
Outfit dal
tono vintge, diretta TV in bianco e nero e pezzo cult che ci riporta indietro
agli anni del compromesso storico.
Tutto
giusto.
Voto:
7-
LDA
& Aka 7even con Tullio De Piscopo - Andamento lento
Occhio,
che questi ragazzi non sono da sottovalutare. Il brano, già una hit di per sé, si
adatta perfettamente alla loro effervescenza. Sempre un piacere rivedere
Tullio De Piscopo, specialmente se così pimpante.
L'arrangiamento
mi piace, e in più, cosa da non sottovalutare, loro mi stanno simpatici.
Anche se
sto mettendo voti troppo alti.
Voto:
7
Raf con The Kolors - The
riddle
Tutto
molto tambureggiante. Coreografia e sound un po' alla Barry Lyndon, ma
in fondo piacevole. Certo, ci si aspettava qualcosa in più, ma comunque una
performance difficile da giudicare insufficientemente.
Nulla di
entusiasmante, ma come già accennato, l'importante è non fare troppi danni.