Iran sotto attacco: Trump e Netanyahu minacciano l’Ayatollah

28.02.2026

Al termine di una lunga preparazione, durata mesi, Stati Uniti e Israele hanno oggi attaccato congiuntamente l'Iran. L'operazione militare speciale è stata definita «preventiva», con il fine esplicito di evitare che il regime di Teheran potesse ultimare la messa a punto di armi atomiche. Sul nucleare, nelle settimane passate, si erano tenuti vari incontri tra le delegazioni iraniane e statunitensi. Conclusisi tutti, in special modo quello di Ginevra, con un esito deludente, per ammissione dello stesso Donald Trump. 

L'iniziativa israelo-americana si è concentrata su un duplice fronte: Washington ha preso di mira le basi militari, puntando a distruggere i centri nevralgici del programma missilistico. Tel Aviv, di contro, ha adottato una strategia ben più incisiva: eliminare alti funzionari del regime. È notizia degli ultimi minuti, infatti, che sia stato bombardato il palazzo della guida suprema Ali Khamenei. Secondo fonti israeliane anonime, non è ben chiaro dove abbia fatto rifugio l'Ayatollah, forse lontano dal complesso di Teheran come già accaduto durante gli attacchi di giugno.

Alcune notizie non ancora ufficiali, inoltre, riportano l'uccisione del comandante dei Pasdaran, Mohammad Papkour, e del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. Aggiornamenti ancora da certificare, ma che offrono la dimensione della portata e dell'intensità dell'iniziativa balistica.

La risposta iraniana non si è fatta attendere: come riportato dal Corriere della Sera i Guardiani della rivoluzione islamica hanno infatti annunciato, poche ore fa, il lancio dell'operazione "True Promise 4", in virtù della quale sono stati attaccati il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein, oltre a diverse basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti.

Scenari futuri

L'escalation nel Golfo non è più un'ipotesi, è ormai certezza: con diversi paesi coinvolti nei raid e un conflitto tra sfere d'influenza che non sembra sul punto di attenuarsi, la situazione è da monitorare con grande cautela.

Gli Stati Uniti stanno soffiando, come parzialmente ammesso dallo stesso Trump nella sua conferenza stampa, sul vento di protesta che già da gennaio attraversa il regime khomeinista. Lo stesso Tycoon si è rivolto alla popolazione iraniana: «Per molti anni avete chiesto l'aiuto dell'America, ma non l'avete ottenuto. Nessun presidente è stato disposto a fare quello che io sono disposto a fare stasera. Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete. Vediamo come risponderete. L'America vi sostiene con una forza travolgente e una potenza devastante».

Insomma, l'obiettivo dichiarato è far cadere l'Ayatollah, con un'auspicata collaborazione da parte della popolazione iraniana.

L'attacco è brutale, illegittimo e non coerente con le prescrizioni del diritto internazionale eppure, secondo le più recenti indiscrezioni, tremendamente efficace.

Rimaniamo in attesa di nuovi aggiornamenti.

-Francesco De Paolis


Al termine di una lunga preparazione, durata mesi, Stati Uniti e Israele hanno oggi attaccato congiuntamente l'Iran. L'operazione militare speciale è stata definita «preventiva», con il fine esplicito di evitare che il regime di Teheran potesse ultimare la messa a punto di armi atomiche. Sul nucleare, nelle settimane passate, si erano tenuti vari...