A San Siro si è seppellito definitivamente l'incompleto protocollo VAR che vieta di intervenire sulle seconde ammonizioni. In una gara così, con episodi così, sarebbe servito un colpo di mano, una forzatura alla Collina. Invece no: regolamento rigido, polemiche elastiche.
In 11 contro 11, la Juventus si era fatta preferire. Pressione alta, coraggio, organizzazione. Luciano Spalletti ha costruito l'ennesimo miracolo sportivo prendendo la capolista uomo su uomo con Miretti, Locatelli, Kalulu, McKennie. Ma il limite tecnico individuale riaffiora sempre nei dettagli: l'errore in palleggio, la pallaccia sanguinosa, la giocata che non pulisce l'uscita.
La Juve paga questo: l'autogol di Cambiaso nasce da una leggerezza, il blackout di Di Gregorio pesa, l'episodio tra Kalulu e Alessandro Bastoni incendia tutto. E intanto i numeri gridano: otto gol subiti nelle ultime tre partite. Fragilità strutturale, che Spalletti prova a coprire alzando il baricentro di trenta metri.
Dall'altra parte, l'Inter continua a zoppicare negli scontri diretti. Lo ha ammesso anche Cristian Chivu: i passi falsi pesano. Pesa un Lautaro ancora in ombra. Pesa la gestione delle gerarchie offensive, perché il gol bellissimo di Pio Esposito su assist di Dimarco è un messaggio chiaro: il "ragazzino" è pronto.
Brilla Zielinski, MVP del bimestre gennaio-febbraio. Stonano Luis Henrique e un Sommer alterno: decisivo a tratti, immobile sul 2-2 di Locatelli.
E poi il tema etico. Bastoni, difensore nerazzurro incline, come altri suoi colleghi nel resto del campionato, a furbate come quella di sabato sera, l'ha fatta grossa restando clamorosamente impunito. L'esultanza successiva accende gli animi di tutti e già si moltiplicano gli appelli, un po' retorici, per squalifiche esemplari o addirittura per escluderlo dalla Nazionale in vista dei playoff di marzo. Ma il calcio italiano non è mai stato terra di capestri morali, anzi, sa meglio di tutti quanto il fine giustifichi i mezzi, ma a Chivu, che ha consigliato a Kalulu di tenere le mani a posto visto che era già ammonito, chiediamo se avrà fatto in privato una ramanzina anche al suo difensore, che da ammonito ha simulato un colpo trascinando la gamba e, regolamento alla mano, avrebbe lasciato l'Inter in dieci per un'ora per doppia ammonizione.
Il più lucido resta Spalletti: niente giustizia sommaria, ma una risposta elegante alle parole di Chivu su Kalulu: "Mi dispiace che Kalulu dopo due torti colossali debba anche prendersi del bischero da Chivu, che gli dice come dovrebbe comportarsi. Mi darebbe la possibilità, ora, di parlare del comportamento dei calciatori dell'Inter, che è una cosa che io non debbo fare". Fine. Punto a capo.