L'amore
come atto di resistenza
Se
la storia, nel romanzo, appare spesso come una forza cieca e impersonale,
l'amore rappresenta il suo contrario. Non perché sia più forte, ma perché è più
vero.
L'incontro
tra Jurij e Lara non è semplicemente un evento narrativo. È una rivelazione.
Non
nasce in un momento di pace, ma nel pieno della disgregazione. Non è facilitato
dalle circostanze, ma continuamente ostacolato da esse. E tuttavia, proprio per
questo, acquista un valore assoluto.
Ci
sono incontri che sembrano avvenire fuori dal tempo. Non
perché durino per sempre, ma perché, una volta avvenuti, cambiano per sempre il
modo in cui il tempo viene percepito.
Jurij
e Lara non si appartengono mai completamente. La loro storia è fatta di
separazioni, di ritorni, di silenzi, di attese. Eppure, in ogni loro incontro,
si manifesta qualcosa che nessuna rivoluzione, nessuna guerra, nessun sistema
politico può realmente controllare.
L'amore,
in Il dottor Živago, non è evasione dalla realtà. È la sua forma più intensa. È
il luogo in cui l'individuo torna ad essere irriducibile, non sostituibile, non
replicabile.
In
un mondo che tende a rendere tutto intercambiabile, l'amore restituisce
unicità. Ed è forse questa la sua dimensione più profondamente
sovversiva.
Perché
amare qualcuno significa riconoscere che quella persona non potrebbe mai essere
sostituita da un'altra. Significa accettare che esista qualcosa che sfugge a
ogni logica di utilità.
Qualcosa
che esiste semplicemente perché esiste.