Ci si chiede sempre il motivo delle cose. Si forza il ragionamento causa-effetto per arrivare a capire il perché una determinata esperienza sia andata in un certo modo, il perché una scelta personale si sia rivelata fallimentare, o quanto meno deludente. Cerchiamo di razionalizzare, per comprendere il fattore che si è interposto a nostro discapito. A volte crediamo, forse a ragione, di essere noi stessi quel fattore.
Quello appena descritto è un processo mentale lucido, sano, che può anche essere positivo ai fini della propria crescita personale. È tuttavia indispensabile tenere in considerazione che, ogni tanto, gli eventi non posseggono una spiegazione totalmente logica, nel verificarsi. Scavare freneticamente nello scatolone delle possibili giustificazioni, per permetterci di capire e quindi di trovarci più in pace con noi stessi, non sempre è terapeutico. Perché delle volte può accadere che di reali spiegazioni, semplicemente, non ce ne siano. E allora sporadicamente sarebbe più corretto, per il bene verso noi stessi, accettare che le cose siano andate in un certo modo. Un progetto fallito, il rimpianto di una scelta sbagliata, una delusione sentimentale.