BUGONIA
Bugonia, remake del film coreano del 2003 diretto da Jang Joon-hwan, rappresenta il tentativo di Yorgos Lanthimos di rilanciarsi dopo il deludente Kinds of Kindness. Purtroppo, non si può dire che l'operazione sia riuscita. Il film non entusiasma, privo di una struttura narrativa capace di coinvolgere realmente lo spettatore, finisce per sembrare quasi un quarto episodio del progetto precedente, più che un'opera autonoma.
Il protagonista è Teddy Gatz (Jesse Plemons), che con l'aiuto del cugino Don, rapisce Michelle Fuller (Emma Stone),dirigente di un potentissimo colosso farmaceutico e sospettata di essere un'aliena intenzionata a provocare l'estinzione della razza umana. La trama si sviluppa intorno alla detenzione della donna e all'indagine sulla sua presunta natura extraterrestre. Al di là della consueta bravura di Plemons e Stone e del grottesco umorismo nero tipico di Lanthimos, c'è però ben poco da salvare.
Il film manca di una costruzione narrativa solida: non permette di appassionarsi ai personaggi, non emoziona, non turba, non sorprende – pur desiderando evidentemente farlo. Lanthimos sembra aver imboccato quella fase della carriera in cui ci si autocita, preferendo un umorismo manierato alla necessità di dare forma compiuta al senso. La storia risulta debole, sconclusionata, e il messaggio che vuole lanciare in maniera esageratamente didascalica, appare evanescente. Alla fine il monito contro la tendenza umana all'autodistruzione, si limita a scalfire superficialmente il tema, comunicando poco e male.