Il solito Maignan salva Allegri, la Roma domina ma non va oltre il pareggio
A rendere ancora più luminosa la vittoria nerazzurra è il
pareggio dell'Olimpico, un 1-1 che racconta molto più di quanto dica il
risultato. Roma-Milan è stata una partita dai due volti, e non è un caso. La
Roma ha dominato in lungo e in largo per la maggior parte della partita, ha
imposto ritmo, intensità, qualità, trovando connessioni immediate tra la
neo-coppia Dybala-Malen, aggiungendo imprevedibilità con Soulé e mostrando una
squadra che il mercato ha migliorato davvero.
Il Milan, invece, ha confermato un piano partita ormai
riconoscibile: soffrire all'inizio, restare in partita, crescere nella ripresa.
Una strategia che ha senso per un big match, soprattutto per una squadra che
può preparare ogni gara con una settimana piena e che spesso affronta avversari
reduci dalle fatiche della coppa. Può essere una strategia che fa storcere in
naso a molti, ma i 21 risultati utili consecutivi mettono in difficoltà chi
critica questo piano di gioco.
È pur vero che, senza le parate di uno straordinario Mike
Maignan, oggi parleremmo di tutt'altro. Il tema del rinnovo del portiere
francese è centrale non solo per il suo valore tecnico, ma per il peso
temperamentale che continua ad avere in un gruppo che non sempre sprigiona
leadership. Il Milan resta secondo, con un margine rassicurante su chi insegue ma
con un distacco ampio dalla vetta, e in quest'ottica il campionato resta
positivo. Ma se vuole fare davvero il salto di qualità, il discorso torna
sempre lì: maggiore protagonismo nella proposta e maggiore continuità dai
giocatori chiave dell'attacco. Leao in primis, chiamato non tanto a cambiare
ruolo, quanto a restare acceso più a lungo. Perché questo Milan ha alternative,
ha profondità, ma ha ancora bisogno che il suo talento più luminoso faccia la
differenza con maggiore frequenza.
La Roma, dal canto suo, esce dall'Olimpico con sentimenti
contrastanti ma con una certezza sempre più solida: è una squadra vera.
Gasperini ha dato identità, intensità, e il mercato ha aggiunto pezzi
funzionali. Malen è un giocatore perfettamente gasperiniano, Robinio Vaz e
Venturino sono profili giovani ma interessanti, ragazzi che sembrano avere non
solo qualità ma anche mentalità. La Roma non è lì per caso e ha tutte le carte
per restare agganciata alla lotta Champions fino in fondo. L'unico limite, se vogliamo
chiamarlo così, resta la difficoltà a trasformare grandi prestazioni negli
scontri diretti in vittorie piene. Ma il saldo emotivo e tecnico resta
ampiamente positivo. L'unica vera nota stonata è l'infortunio di Manu Koné,
un'assenza che potrebbe pesare parecchio, nonostante il rientro di El Aynaoui e
anche se Pisilli ha mandato segnali incoraggianti.