Roma, sempre la stessa prestazione: sotto ed è finita
E poi c'è la Roma. Al netto degli obbrobri arbitrali, Atalanta-Roma è stata l'ennesima fotocopia della stagione giallorossa. Appena va sotto, la partita finisce. È successo contro Inter, Milan, Napoli, Juventus, Lille, Torino, persino Viktoria Plzeň. Spesso nel primo tempo, a volte nel primo quarto d'ora. Vecchio vizio di Gasperini, che tra mille pregi non è mai stato un fulmine nell'approccio alle grandi partite. La Roma va sott'acqua e non riemerge più.
Il dato è impietoso: peggior attacco nell'era dei tre punti, 20 gol in 18 partite. Non succedeva dal 1993-94. E qui Gasperini c'entra poco: probabilmente non sopporta nessuna delle punte a disposizione. Dovbyk e Ferguson bocciati, Baldanzi, Pellegrini ed El Shaarawy irrilevanti, Bailey inesistente. Restano Dybala e la fantasia intermittente di Soulé, che però nei big match è sempre il primo a uscire, timido e condizionato da un compagno di reparto ingombrante.
E Dybala? Nelle ultime sei presenze cinque sconfitte, zero gol, zero assist, un rigore sbagliato. Il simbolo del suo tramonto è l'azione davanti a Carnesecchi: tergiversa, scarica la responsabilità su Ferguson, che sbaglia due volte. A fine stagione quasi certamente saluterà Roma e la Serie A, troppo pesanti i sei milioni netti. Intanto Massara cerca rinforzi, ma Zirkzee e Raspadori sembrano passi più lunghi della gamba. Il quarto posto non è più solitario: la Juve è lì, e attenzione anche al Como, che per qualità di gioco e calendario potrebbe essere la vera mina vagante.